Etichette PPL venete: cosa scrivere in etichetta
Guida pratica alle indicazioni obbligatorie per le etichette dei prodotti del paniere PPL venete: salumi, miele, confetture, conserve, succhi, olio, prodotti da forno, latte e formaggi.
Ultima revisione: 12/03/2026.
Questa guida è informativa e riassume le regole in vigore alla data di revisione. Non sostituisce il parere dell'autorità competente: prima di stampare, fai sempre controllare la bozza dell'etichetta dal Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) della tua ULSS. Alida Grafiche stampa l'etichetta, ma la responsabilità del contenuto resta al produttore.
Cosa sono le PPL venete
Le PPL venete (Piccole Produzioni Locali) sono aziende agricole del Veneto registrate presso la propria ULSS per trasformare e vendere in piccole quantità prodotti ottenuti dalla propria produzione primaria. Il paniere comprende salumi e carni, vegetali e conserve, confetture, succhi, farine, pasta, pane, miele, oli, aceti, latte e formaggi, birra e sidro; la DGR 965/2025 ha aggiunto i tartufi.
L'etichetta di un prodotto PPL deve rispettare quattro livelli di regole: il Regolamento UE 1169/2011 sulle informazioni ai consumatori, le norme nazionali, le regole specifiche del progetto PPL e le norme di prodotto (per esempio miele, confetture, olio).
Le diciture specifiche delle PPL
Ogni etichetta PPL riporta la dicitura "PPL venete", la sigla della provincia del laboratorio e il numero di registrazione assegnato dalla ULSS, per esempio: "PPL venete – TV n. 050…".
[SPAZIO IMMAGINE IMG-02 – Dicitura PPL]
La dicitura PPL: "PPL venete", sigla della provincia del laboratorio e numero di registrazione ULSS.
Ingredienti acquistati sul mercato
Gli ingredienti non prodotti in azienda (zucchero, sale, spezie, olio, aceto, pectina) vanno segnalati con la dicitura "acquistato sul mercato", di solito con un asterisco nell'elenco ingredienti: "zucchero*, gelificante: pectina*. *acquistato sul mercato."
[SPAZIO IMMAGINE IMG-03 – Ingredienti, asterisco e allergeni]
Elenco ingredienti corretto: ordine decrescente di peso, allergeni in grassetto, asterisco per gli ingredienti acquistati sul mercato.
Ingredienti di altre aziende PPL
Se un ingrediente arriva da un'altra azienda aderente, l'etichetta lo indica con la dicitura prevista dalla delibera: "proviene da coltivazioni effettuate in aziende aderenti al progetto 'PPL venete'".
Logo PPL
Il logo PPL si può riportare in etichetta insieme alla dicitura. Chiedi alla tua ULSS se nel tuo caso è consigliato e in quale versione.
Le indicazioni obbligatorie in etichetta
Il Regolamento UE 1169/2011 elenca le informazioni che devono comparire sull'etichetta di un alimento preimballato. Ecco cosa significano, voce per voce.
[SPAZIO IMMAGINE IMG-01 – Anatomia di un'etichetta PPL]
Le indicazioni obbligatorie su un'etichetta PPL di esempio: ogni numero corrisponde a una voce spiegata qui sotto.
Denominazione dell'alimento
È il nome legale del prodotto o, se manca, il nome usuale o una descrizione chiara: "Confettura di albicocche", "Preparazione di carne suina", "Prodotto dolciario da forno". Il nome di fantasia o il marchio non sostituiscono la denominazione.
Elenco degli ingredienti
Inizia con la parola "Ingredienti" ed elenca tutti gli ingredienti in ordine decrescente di peso al momento dell'uso. Gli additivi si indicano con la categoria seguita dal nome o dal numero E: "conservante: nitrato di potassio" oppure "conservante: E252". Non serve per i prodotti con un solo ingrediente che coincide con la denominazione, come il miele.
Allergeni
I 14 allergeni vanno evidenziati nell'elenco ingredienti, per esempio in grassetto: cereali con glutine, crostacei, uova, pesce, arachidi, soia, latte, frutta a guscio, sedano, senape, sesamo, anidride solforosa e solfiti oltre 10 mg/kg o 10 mg/l, lupini, molluschi. Se l'elenco ingredienti non c'è, si scrive "Contiene…" seguito dagli allergeni presenti.
[SPAZIO IMMAGINE IMG-04 – I 14 allergeni]
I 14 allergeni da evidenziare in etichetta (Reg. UE 1169/2011, Allegato II).
Quantità di un ingrediente (QUID)
La percentuale di un ingrediente è obbligatoria quando compare nella denominazione, è evidenziato con parole o immagini oppure caratterizza il prodotto: "Peperoni sottolio – peperoni (90%)", "Formaggio all'erba cipollina – erba cipollina (1%)". Si scrive vicino alla denominazione o nell'elenco ingredienti.
Quantità netta
Si esprime in grammi, chilogrammi, millilitri, centilitri o litri. Se il prodotto è in un liquido di governo (olio, salamoia, aceto, sciroppo) si indica anche il peso netto sgocciolato. Per i prodotti venduti a peso davanti al cliente si scrive "Prodotto da vendersi a peso".
Termine minimo di conservazione o data di scadenza
"Da consumare entro" si usa per i prodotti freschi e deperibili (latte, formaggi freschi, carne); "Da consumarsi preferibilmente entro" per i prodotti stabili (conserve, miele, prodotti secchi). Per il termine minimo bastano giorno e mese se il prodotto dura meno di 3 mesi, mese e anno fino a 18 mesi, solo l'anno oltre i 18 mesi. Non è obbligatorio per vini e bevande con almeno il 10% di alcol, aceti, sale e zucchero.
[SPAZIO IMMAGINE IMG-05 – Scadenza o termine minimo]
"Da consumare entro" per i prodotti deperibili, "Da consumarsi preferibilmente entro" per quelli stabili, con il formato della data in base alla durata.
Conservazione e istruzioni d'uso
Vanno indicate quando il prodotto richiede condizioni particolari: "Conservare in frigorifero a 0/+4 °C", "Conservare in frigorifero dopo l'apertura e consumare entro 7 giorni", "Da consumare previa cottura". Dopo l'apertura va sempre detto entro quanto consumarlo.
Nome e indirizzo del produttore
Nome o ragione sociale e indirizzo completo: via, CAP, città e provincia. Se coincide con il laboratorio di produzione, vale anche come indicazione dello stabilimento (D.lgs. 145/2017).
Lotto
Il lotto è obbligatorio (D.lgs. 231/2017) ed è preceduto dalla lettera "L" o dalla parola "Lotto": "Lotto: 01/26". Non serve se in etichetta c'è una data con almeno giorno e mese, o se la confezione ha il lato più grande sotto i 10 cm².
Origine
È obbligatoria per carni, latte e prodotti lattiero-caseari, olio di oliva, miele, pomodoro e derivati, ortofrutta, frutta secca, funghi essiccati, grano e riso. La forma cambia per prodotto: le regole sono nella sezione "Regole per tipo di prodotto".
Titolo alcolometrico
Per birra, sidro e bevande con più dell'1,2% di alcol in volume si indica il titolo alcolometrico, per esempio "5,5% vol".
Dichiarazione nutrizionale
La tabella nutrizionale è obbligatoria per la maggior parte degli alimenti, ma il Regolamento UE 1169/2011 (Allegato V, punto 19) esenta gli alimenti forniti direttamente dal produttore, in piccole quantità, al consumatore finale o a negozi locali che vendono al consumatore finale. Chiedi alla tua ULSS se l'esenzione vale per i tuoi prodotti e canali di vendita.
Etichettatura ambientale
Ogni parte della confezione va identificata con il codice del materiale e l'indicazione di raccolta: "Raccolta differenziata – Vasetto GL70 Vetro – Tappo C/FE91 Metallo – Verifica le disposizioni del tuo comune". Il codice GL70 indica il vetro incolore, PET1 la plastica PET.
[SPAZIO IMMAGINE IMG-08 – Etichettatura ambientale]
Etichettatura ambientale di un vasetto: codice del materiale per vasetto e tappo e indicazione di raccolta.
Come devono essere scritte le informazioni
Le informazioni obbligatorie devono essere ben visibili, leggibili e indelebili, stampate sulla confezione o su un'etichetta applicata, senza essere coperte o disturbate da grafiche. Il carattere deve avere un'altezza della "x" minuscola di almeno 1,2 mm, oppure 0,9 mm se la superficie più grande della confezione è sotto gli 80 cm².
Denominazione, quantità netta e titolo alcolometrico devono stare nello stesso campo visivo, cioè leggibili senza girare la confezione. Le informazioni vanno scritte in una lingua comprensibile per i consumatori del Paese di vendita: in Italia, in italiano. Evita le abbreviazioni.
[SPAZIO IMMAGINE IMG-06 – Campo visivo e altezza dei caratteri]
Denominazione, quantità netta e titolo alcolometrico nello stesso campo visivo; altezza minima della "x" 1,2 mm.
Altezza minima delle cifre della quantità netta
Secondo il D.P.R. 391/1980, le cifre della quantità netta devono essere alte almeno: 2 mm fino a 50 g o ml; 3 mm da 50 a 200 g o ml; 4 mm da 200 a 1000 g o ml; 6 mm oltre 1000 g o ml.
[SPAZIO IMMAGINE IMG-07 – Altezza delle cifre della quantità netta]
Altezza minima delle cifre della quantità netta: 2, 3, 4 o 6 mm in base al peso o al volume.
Confezioni molto piccole
Se la superficie più grande della confezione misura meno di 10 cm², in etichetta bastano denominazione, allergeni, quantità netta e data; le altre informazioni si possono fornire in altro modo o su richiesta.
Regole per tipo di prodotto
Salumi e prodotti a base di carne suina
Indica l'origine della carne secondo il D.M. 06/08/2020: "carne di suino (origine: 100% italiano)" oppure "suini nati in Danimarca, allevati e macellati in Italia". Se il budello non si mangia scrivi "Budello non commestibile". Gli additivi vanno con la categoria: "conservante: nitrato di potassio". Cotechino e salsiccia fresca sono "Preparazione di carne suina" e richiedono "Da consumare entro", conservazione e "Da consumare previa cottura".
[SPAZIO IMMAGINE IMG-09 – Etichetta salame]
Etichetta di salame PPL di esempio con origine della carne, conservante, budello non commestibile e "Prodotto da vendersi a peso".
Miele
Il miele segue il D.lgs. 179/2004: va indicato il Paese di origine ("Origine Italia") e si può aggiungere l'origine floreale (castagno, acacia, millefiori) o territoriale. In etichetta si riporta di solito anche "Alimento non adatto ai bambini di età inferiore a 12 mesi" e il termine minimo si scrive nella forma "Da consumarsi preferibilmente entro fine: settembre 2027".
[SPAZIO IMMAGINE IMG-10 – Etichetta miele]
Etichetta di miele di castagno PPL di esempio con origine, termine minimo, conservazione ed etichettatura ambientale.
Confetture e marmellate
Per il D.lgs. 50/2004 servono, nello stesso campo visivo della denominazione, "Frutta utilizzata: … g per 100 g" e "Zuccheri totali: … g per 100 g" (quest'ultima si può omettere se c'è la tabella nutrizionale). "Marmellata" vale solo per gli agrumi; "confettura" ed "extra" richiedono quantità minime di frutta. Sotto il 60% di residuo secco serve "Da conservare in frigorifero dopo l'apertura". Un vegetale non previsto dalla norma, come il radicchio, non può chiamarsi confettura: si usa per esempio "Composta" o "Preparazione a base di…".
[SPAZIO IMMAGINE IMG-11 – Etichetta confettura]
Etichetta di confettura PPL di esempio con frutta utilizzata e zuccheri totali nello stesso campo visivo della denominazione.
Conserve vegetali e sottoli
Indica la percentuale dell'ingrediente principale, il peso netto e il peso sgocciolato, gli ingredienti acquistati sul mercato, la conservazione e il tempo di consumo dopo l'apertura. Per i derivati del pomodoro (D.M. 16/11/2017) si scrivono "Paese di coltivazione del pomodoro" e "Paese di trasformazione del pomodoro", oppure "Origine del pomodoro: Italia" se coincidono.
[SPAZIO IMMAGINE IMG-12 – Etichetta sottolio]
Etichetta di peperoni sottolio PPL di esempio con percentuale, peso netto e peso sgocciolato.
Succhi e nettari di frutta
Il D.lgs. 151/2004 distingue succo, purea e nettare. Sul nettare va scritto "frutta …% minimo" nello stesso campo visivo della denominazione. Il succo di limone si può aggiungere solo per correggere l'acidità, fino a 3 g per litro.
[SPAZIO IMMAGINE IMG-13 – Etichetta nettare]
Etichetta di nettare di frutta PPL di esempio con "frutta …% minimo" accanto alla denominazione.
Olio extra vergine di oliva
Accanto alla denominazione va la frase "olio d'oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici". Origine e denominazione stanno nel campo visivo principale; servono "Conservare al riparo dalla luce e dal calore" e, se tutto l'olio viene da un'unica raccolta, la campagna di raccolta ("Campagna di raccolta: 2024/2025"). "Estratto a freddo" si può usare solo sotto i 27 °C; l'acidità solo insieme a perossidi, cere e assorbimento UV.
[SPAZIO IMMAGINE IMG-14 – Etichetta olio EVO]
Etichetta di olio extra vergine di oliva PPL di esempio con categoria, origine e campagna di raccolta.
Farine, pasta, pane e prodotti da forno
Usa la denominazione corretta ("Farina di grano tenero", "Prodotto dolciario da forno"), evidenzia gli allergeni (glutine, uova, latte, frutta a guscio), segnala gli ingredienti acquistati sul mercato e indica codice del materiale e raccolta della confezione. Pane e dolci da consumare entro 24 ore non richiedono il termine minimo.
[SPAZIO IMMAGINE IMG-15 – Etichetta prodotto da forno]
Etichetta di prodotto dolciario da forno PPL di esempio con allergeni evidenziati e ingredienti acquistati sul mercato.
Latte e formaggi
L'origine del latte (D.M. 09/12/2016) si indica con "Paese di mungitura" e "Paese di condizionamento o trasformazione", oppure "Origine del latte: Italia". La specie va specificata se non è latte vaccino. Se il latte non ha subito trattamenti termici serve "fabbricato con latte crudo". Il latte è un allergene: va evidenziato.
[SPAZIO IMMAGINE IMG-16 – Etichetta formaggio]
Etichetta di formaggio PPL di esempio con origine del latte, data di scadenza e conservazione in frigorifero.
Esempio di etichetta completa
Questo esempio di confettura riporta tutte le indicazioni richieste a un prodotto PPL:
[SPAZIO IMMAGINE IMG-17 – Foto dell'etichetta di esempio stampata]
L'etichetta di esempio stampata e applicata su un vasetto.
Confettura di albicocche
Ingredienti: albicocche, zucchero*, gelificante: pectina*. *acquistato sul mercato.
Frutta utilizzata: 45 g per 100 g di prodotto. Zuccheri totali: 50 g per 100 g di prodotto.
Da consumarsi preferibilmente entro fine: settembre 2027.
Conservare in frigorifero dopo l'apertura e consumare entro 7 giorni.
Peso netto: 150 g – Lotto: 01/26
Raccolta differenziata: Tappo C/FE91 Metallo – Vasetto GL70 Vetro. Verifica le disposizioni del tuo comune.
Prodotto da Azienda Agricola [nome], via [indirizzo], [CAP] [Città] (TV)
PPL venete – TV n. 050…
Gli errori più comuni nelle etichette PPL
Nome di fantasia al posto della denominazione di vendita
Allergeni non evidenziati nell'elenco ingredienti
Ingredienti acquistati sul mercato non segnalati
Percentuale mancante dell'ingrediente che dà il nome al prodotto
"Da consumare entro" e "da consumarsi preferibilmente entro" confusi
Manca il tempo di consumo dopo l'apertura
Mancano codice del materiale e indicazioni per la raccolta differenziata
Peso sgocciolato mancante nei sottoli, o riportato dove non serve
Abbreviazioni e caratteri troppo piccoli
Dicitura "PPL venete" senza provincia o senza numero di registrazione
[SPAZIO IMMAGINE IMG-18 – Prima e dopo]
A sinistra un'etichetta con errori, a destra la stessa etichetta corretta.
Stampiamo etichette per piccoli produttori
Alida Grafiche stampa etichette adesive in bobina per aziende agricole e piccoli produttori, senza tiratura minima: anche una sola copia. In stampa digitale ogni etichetta può avere dati diversi, come lotto e data, e si possono stampare più versioni nello stesso lavoro.
Per vasetti, bottiglie e confezioni che vanno in frigorifero o si bagnano usiamo carte barrierate resistenti all'acqua e adesivi scelti in base al contenitore. Il nostro studio grafico controlla il file e può impaginare l'etichetta da zero: il contenuto legale va comunque verificato con la tua ULSS prima della stampa.
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Riferimenti normativi
Reg. UE 1169/2011 (informazioni sugli alimenti ai consumatori); D.lgs. 231/2017 (lotto e sanzioni); D.lgs. 145/2017 (sede dello stabilimento); D.P.R. 391/1980 (quantità netta); D.lgs. 179/2004 (miele); D.lgs. 50/2004 (confetture e marmellate); D.lgs. 151/2004 (succhi di frutta); D.M. 06/08/2020 (origine carni suine trasformate); D.M. 16/11/2017 (origine del pomodoro); D.M. 09/12/2016 (origine del latte); D.lgs. 116/2020 (etichettatura ambientale degli imballaggi); DGR Veneto 1248/2020 e 965/2025 (progetto PPL venete).
Domande frequenti sulle etichette PPL
Cosa deve esserci sull'etichetta di un prodotto PPL veneto?
Denominazione, ingredienti con allergeni evidenziati, quantità netta, termine minimo o data di scadenza, conservazione, lotto, nome e indirizzo del produttore, origine quando prevista, etichettatura ambientale e la dicitura "PPL venete" con provincia e numero di registrazione ULSS.
Come si scrive il numero di registrazione PPL in etichetta?
Con la dicitura "PPL venete", la sigla della provincia del laboratorio e il numero assegnato dalla ULSS, per esempio "PPL venete – TV n. 050…".
Come si indicano gli ingredienti non prodotti in azienda?
Con un asterisco nell'elenco ingredienti e la nota "*acquistato sul mercato", per esempio "zucchero*, pectina*. *acquistato sul mercato."
La tabella nutrizionale è obbligatoria per i prodotti PPL?
Il Regolamento UE 1169/2011 esenta gli alimenti forniti direttamente dal produttore, in piccole quantità, al consumatore finale o a negozi locali. Se l'esenzione vale nel tuo caso va confermato dalla tua ULSS.
Quanto devono essere grandi i caratteri dell'etichetta?
L'altezza della "x" minuscola deve essere di almeno 1,2 mm, oppure 0,9 mm se la superficie più grande della confezione è sotto gli 80 cm². Le cifre della quantità netta hanno altezze minime da 2 a 6 mm in base al peso.
Chi controlla che l'etichetta PPL sia corretta?
Il Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) della ULSS competente. Fai verificare la bozza prima di stampare: correggere un file costa meno che ristampare le etichette.
Potete stampare poche etichette per un prodotto PPL?
Sì. Alida Grafiche stampa etichette adesive senza tiratura minima, anche una sola copia, con lotto e date diversi su ogni etichetta in stampa digitale.
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